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Autore: donneegiustizia

26 gennaio 2018: presentazione del progetto Abitare solidale Marche

Dal 2017 Donne e Giustizia è partner di un importante progetto avviato da AUSER, denominato “Abitare solidale”, che prevede l’attivazione di un servizio innovativo di contrasto al disagio abitativo. Nato dall’idea di trasformare il problema abitativo in nuove opportunità per la costruzione di una comunità più coesa e solidale, ha a monte una nuova idea di welfare sociale basato sulla reciprocità, la solidarietà, la responsabilità dell’intera comunità e l’ottimizzazione delle risorse.

Il 26 gennaio 2018 a Osimo si è tenuta la conferenza di presentazione del progetto che sarà avviato anche nelle Marche, dopo proficue esperienze in altre città, prima fra tutte Firenze. Sorge infatti a Osimo il condominio solidale Santa Palazia, una forma di social housing e un modello di vita sociale in grado di favorire l’aumento delle opportunità relazionali e la riduzione della solitudine. Proprio a Santa Palazia è da poco aperto lo Sportello di Abitare solidale, il cui lavoro sarà quello di mettere insieme le diverse ed eterogenee esigenze in esperienze di coabitazione capaci di ridurre la vulnerabilità sociale e favorire la resilienza di comunità.

L’adesione e il sostegno di Donne e Giustizia al progetto è giustificato dall’importante ricaduta per le donne che fuoriescono dalla violenza, che spesso incontrano un ostacolo talvolta vissuto come insormontabile: il non disporre di un’alternativa abitativa e di una rete di sostegno e protezione al momento in cui decidono di sottrarsi alla violenza interrompendo la relazione maltrattante. Non ci stancheremo mai di ribadire che il principale ostacolo all’uscita dalla violenza non è psicologico, bensì materiale, il più delle volte. Il poter dare risposte concrete in questa direzione apre prospettive decisamente interessanti.

Non solo. Uno degli obiettivi fondamentali del progetto è la “riqualificazione del capitale umano”, la valorizzazione dei rapporti umani e l’autoaffermazione della persona. L’individuo viene posto al centro, vengono valorizzate le sue risorse e capacità, rafforzata la sua capacità di riprendersi in mano la propria vita. Non un approccio di tipo assistenziale, quindi, ma piuttosto un percorso di consapevolizzazione e di attivazione delle risorse attraverso percorsi di autonomia. Se questo è utile per qualsiasi persona, per le donne sopravvissute alla violenza è assolutamente necessario. L’abbattimento dell’autostima, il non credere più al proprio valore personale, l’isolamento e la dipendenza materiale e affettiva sono infatti tra le principali conseguenze dell’essere stata intrappolata nella spirale del potere e del controllo di un uomo abusante.

Donne e Giustizia continuerà a lavorare a fianco di AUSER Marche e AUSER Osimo, quindi, in una prospettiva di costruzione di una comunità solidale per le donne sopravvissute alla violenza e non solo.

Clicca qui per scoprire come il sostegno psicologico ha un impatto positivo sulla resilienza personale, cioè la capacità di far fronte agli eventi avversi, compresa la violenza.

SPORTELLO ABITARE SOLIDALE DI OSIMO
Piazza Santa Lucia – Osimo
tel. 340 7805445
mail. abitaresolidale.osimo@gmail.com
FB. @abitaresolidalemarche
web. www.abitaresolidalemarche.wordpress.com

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25 novembre: le iniziative che ci coinvolgono

Per il 25 novembre, Donne e Giustizia sarà presente in alcune iniziative del territorio, per portare la testimonianza e la voce delle donne, sia di quante chiedono aiuto per sottrarsi alla violenza, sia di quante si impegnano per l’eliminazione delle radici culturali che l’alimentano. Ecco dove ci puoi trovare:

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Al via il corso di formazione sulla violenza di genere

Sette appuntamenti per fornire alle partecipanti le conoscenze di base nell’ambito della violenza di genere. Venerdì 10 novembre 2017 si è tenuto il primo incontro.

Siusy Casaccia ha approfondito la storia del movimento femminista, il suo impatto, i cambiamenti che ha prodotto e la nascita dei centri antiviolenza, tra cui quello di Ancona.

Antonella Andreoni ha parlato della rete dei centri antiviolenza in Italia, la nascita dell’associazione D.i.Re., la sua metodologia, le prassi e i progetti a livello nazionale.

Pina Ferraro ha fornito una panoramica dello stato dell’arte nel contrasto alla violenza di genere anche attraverso la metodologia di rete.

In un bel clima partecipativo, sono state riportate alla memoria le nostre radici e la nostra appartenenza allo storico movimento delle donne, nonché i principi a cui ci ispiriamo nella nostra quotidiana battaglia in difesa dei diritti delle donne.

Aiuta Donne e Giustizia a riacquistare le attrezzature informatiche rubate!

In data 3 settembre 2017 l’associazione Donne e Giustizia ha subito un’intrusione nella propria sede con furto di tutte le attrezzature informatiche. È ora in grande difficoltà in quanto, benché beneficiaria di un contributo pubblico per la gestione di un servizio, l’associazione attualmente non è nella condizione di rimpiazzare l’attrezzatura indispensabile allo svolgimento del servizio stesso, di cui beneficiano in media circa 120 donne ogni anno.

Si tratta di donne che subiscono maltrattamenti, umiliazioni, violazioni gravi dei propri diritti, spesso anche sotto gli occhi dei propri bambini e bambine. Talvolta il rischio per l’incolumità e la vita è tale da richiedere un allontanamento dalla propria abitazione e una messa in sicurezza.

Per poter continuare nella sua mission, l’associazione ha urgente bisogno di poter riacquistare il materiale rubato:

  • 1 computer fisso con monitor
  • 3 computer portatili
  • programmi operativi
  • stampante

Qualora non si raggiungesse la cifra prefissata, il ricavato verrà comunque speso per attrezzature nella misura resa possibile dalla cifra raccolta. Grazie!

Dona con Paypal

Nella provincia di Ancona ci sono diversi punti di riferimento a cui chiedere aiuto.
Scarica l’OPUSCOLO della città a te più vicina, dove troverai i servizi pubblici e privati in rete contro la violenza e le informazioni più importanti che ti possono essere utili se vivi all’interno di una relazione maltrattante.

  • Accedi al tuo conto Paypal 

    Fallo ora

    e fai una donazione a: donne.giustizia@libero.it

  • Bollettino o bonifico postale

    Fallo ora

    Bollettino postale n. 88790209 oppure bonifico postale IBAN IT 65 Z 07601 02600 000088790209 intestati a Donne e Giustizia, via Senigallia 16-60126 Ancona

  • 5×1000

    Donalo a noi

    indicando nella casella “Associazioni di volontariato”
    il C.F. 93042830427

  • Diventa socia dell’associazione.

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    Proponiti con una mail a donne.giustizia@gmail.com

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    clicca qui
    o telefona al
    071205376

  • Oppure chiama il
    Numero Nazionale
    Antiviolenza Donne


    1522

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    n. verde 800 032810

  • Donne e Giustizia ti garantisce un’accoglienza basata sulla riservatezza, l’anonimato e il rispetto delle tue scelte.

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Corso di formazione sulla violenza 2017/18

A novembre 2017 partirà un corso di formazione di Donne e Giustizia volto a presentare le conoscenze di base sulle dinamiche della violenza di genere e le prassi del nostro centro antiviolenza. Si articolerà in sette moduli di 4 ore ciascuno, sempre di venerdì pomeriggio.

Il costo dell’intero corso è di 15 euro. L’associazione rilascerà un attestato di partecipazione e del materiale sugli argomenti trattati.

Programma del corso

Primo modulo formativo

Venerdì 10 novembre, dalle 15 alle 19

  • “Dovremmo essere tutti femministi”: riflessione sul femminismo e la storia del movimento delle donne
  • La comunicazione della violenza contro le donne
  • La nascita dei centri antiviolenza
  • I presupposti politici dell’associazione e dei centri antiviolenza D.i.Re.
  • Presentazione dell’associazione Donne e Giustizia

Secondo modulo formativo

Venerdì 17 novembre, dalle 15 alle 19

  • Definizione e riconoscimento della violenza contro le donne
  • Gli stereotipi e i pregiudizi sulla violenza di genere
  • Il ciclo della violenza
  • Le forme della violenza

Terzo modulo formativo

Venerdì 1 dicembre, dalle 15 alle 19

  • La metologia dell’accoglienza delle donne vittime di violenza di genere
  • Il colloquio: il primo colloquio telefonico e l’accoglienza in associazione
  • La scheda e la relazione sulla storia della donna
  • Le prassi dell’operatrice di accoglienza
  • Il lavoro di equipe
  • La valutazione del rischio

Quarto modulo formativo

Venerdì 15 dicembre, dalle 15 alle 19

  • Il percorso di uscita dalla violenza
  • La relazione di aiuto all’interno del centro antiviolenza
  • La messa in sicurezza della donna e dei minori
  • L’accompagnamento e l’invio ad altri servizi
  • La presa in carico da parte della rete territoriale
  • Le emozioni delle operatrici
  • Le consulenze legali e psicologiche
  • Il gruppo delle donne

Quinto modulo formativo

Venerdì 12 gennaio, dalle 15 alle 19

  • La normative a tutela delle donne vittime di violenza
  • La convenzione di Istanbul
  • La tutela in sede penale
  • La costituzione di parte civile dell’associazione

Sesto modulo formativo

Venerdì 19 gennaio, dalle 15 alle 19

  • La tutela in sede civile
  • La violenza assistita
  • Procedimenti davanti al Tribunale per i Minorenni

Settimo modulo formativo

Venerdì 26 gennaio, dalle 15 alle 19

  • Le altre aree dell’associazione
  • I progetti di sensibilizzazione nelle scuole
  • Verifica e conclusione del percorso formativo
  • Prospettive future all’interno dell’associazione

Sede del corso

Centro congressi Accademia di Babele

Largo Fiera della Pesca, 2 – Ancona

Per informazioni:

tel. 071 205376

mail. donne.giustizia@gmail.com

8 MARZO: sciopero globale delle donne

L’Associazione Donne e Giustizia di Ancona, centro antiviolenza provinciale, appartenente alla rete dei centri D.i.Re. (Donne in Rete contro la Violenza), in occasione del prossimo 8 Marzo aderisce allo sciopero globale, promosso dal movimento Non Una Di Meno.

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IL SESSISMO NEI MOVIMENTI Comunicato della Rete nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re.

La Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza D.i.Re esprime solidarietà e vicinanza alla ragazza di Parma che sei anni fa ha subito uno stupro di gruppo nella sede di Raf, la Rete di Parma che si definisce “antifascista”.

Questa ragazza aveva appena 18 anni, aveva perso conoscenza. In tre, forse anche di più, hanno abusato di lei per una notte intera. Gli spettatori hanno filmato la scena e per tre anni hanno fatto circolare il video, mentre una coltre di omertà nascondeva i fatti, proteggendo gli stupratori.

Circondata dal dileggio e dal disprezzo generale, isolata e sola, questa ragazza ora affronta un processo, cui si è arrivati dopo anni e solo per circostanze fortuite. La cosiddetta “galassia antagonista” non le ha fornito nessuna sponda, non ha fatto autocritica, anzi: a questa ragazza arrivano insulti e messaggi di minaccia in cui viene definita “infame” per aver parlato con le forze dell’ordine e con i magistrati.

E quello che ci risulta insopportabile è che mentre la vita per lei è diventata impossibile, i suoi aguzzini vanno in giro senza vergogna, a testa alta. Gli uomini che la hanno stuprata e che hanno filmato il delitto “continuano indisturbati a frequentare cortei, manifestazioni, ridono, bevono birra, escono con ragazze, nonostante giri un video in cui fanno sesso con una donna che sembra morta”, come denunciano in un comunicato le ragazze del gruppo “RomanticPunx”.

Questa storia orribile spiega alla perfezione perché tante donne che subiscono violenza non denunciano. Nella giornata di discussione del 27 novembre scorso a Roma che è seguita alla manifestazione nazionale #nonundimeno uno dei tavoli, fortemente voluto dalle donne più giovani, è stato dedicato al “sessismo nei movimenti”. Questa intuizione si è rivelata preziosa, e questo filone di riflessione e di lavoro è cruciale proprio perché solleva il velo sui comportamenti maschili violenti che si riproducono in qualunque contesto, anche in quelli che si vogliono radicali e progressisti.

Solo la voce libera delle donne, la rete di solidarietà e di sostegno che le donne sanno tessere e mantenere può denunciare e mettere fine a queste sopraffazioni.

D.i.Re. Donne in Rete contro la violenza