Autore: donneegiustizia
Al via il corso di formazione sulla violenza di genere
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Sette appuntamenti per fornire alle partecipanti le conoscenze di base nell’ambito della violenza di genere. Venerdì 10 novembre 2017 si è tenuto il primo incontro.
Siusy Casaccia ha approfondito la storia del movimento femminista, il suo impatto, i cambiamenti che ha prodotto e la nascita dei centri antiviolenza, tra cui quello di Ancona.
Antonella Andreoni ha parlato della rete dei centri antiviolenza in Italia, la nascita dell’associazione D.i.Re., la sua metodologia, le prassi e i progetti a livello nazionale.
Pina Ferraro ha fornito una panoramica dello stato dell’arte nel contrasto alla violenza di genere anche attraverso la metodologia di rete.
In un bel clima partecipativo, sono state riportate alla memoria le nostre radici e la nostra appartenenza allo storico movimento delle donne, nonché i principi a cui ci ispiriamo nella nostra quotidiana battaglia in difesa dei diritti delle donne.
Aiuta Donne e Giustizia a riacquistare le attrezzature informatiche rubate!
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In data 3 settembre 2017 l’associazione Donne e Giustizia ha subito un’intrusione nella propria sede con furto di tutte le attrezzature informatiche. È ora in grande difficoltà in quanto, benché beneficiaria di un contributo pubblico per la gestione di un servizio, l’associazione attualmente non è nella condizione di rimpiazzare l’attrezzatura indispensabile allo svolgimento del servizio stesso, di cui beneficiano in media circa 120 donne ogni anno.
Si tratta di donne che subiscono maltrattamenti, umiliazioni, violazioni gravi dei propri diritti, spesso anche sotto gli occhi dei propri bambini e bambine. Talvolta il rischio per l’incolumità e la vita è tale da richiedere un allontanamento dalla propria abitazione e una messa in sicurezza.
Per poter continuare nella sua mission, l’associazione ha urgente bisogno di poter riacquistare il materiale rubato:
- 1 computer fisso con monitor
- 3 computer portatili
- programmi operativi
- stampante
Qualora non si raggiungesse la cifra prefissata, il ricavato verrà comunque speso per attrezzature nella misura resa possibile dalla cifra raccolta. Grazie!
Dona con Paypal
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Nella provincia di Ancona ci sono diversi punti di riferimento a cui chiedere aiuto.
Scarica l’OPUSCOLO della città a te più vicina, dove troverai i servizi pubblici e privati in rete contro la violenza e le informazioni più importanti che ti possono essere utili se vivi all’interno di una relazione maltrattante.
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Accedi al tuo conto Paypal
e fai una donazione a: donne.giustizia@libero.it
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Bollettino o bonifico postale
Bollettino postale n. 88790209 oppure bonifico postale IBAN IT 65 Z 07601 02600 000088790209 intestati a Donne e Giustizia, via Senigallia 16-60126 Ancona
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5×1000
indicando nella casella “Associazioni di volontariato”
il C.F. 93042830427 -
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Corso di formazione sulla violenza 2017/18
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A novembre 2017 partirà un corso di formazione di Donne e Giustizia volto a presentare le conoscenze di base sulle dinamiche della violenza di genere e le prassi del nostro centro antiviolenza. Si articolerà in sette moduli di 4 ore ciascuno, sempre di venerdì pomeriggio.
Il costo dell’intero corso è di 15 euro. L’associazione rilascerà un attestato di partecipazione e del materiale sugli argomenti trattati.
Programma del corso
Primo modulo formativo
Venerdì 10 novembre, dalle 15 alle 19
- “Dovremmo essere tutti femministi”: riflessione sul femminismo e la storia del movimento delle donne
- La comunicazione della violenza contro le donne
- La nascita dei centri antiviolenza
- I presupposti politici dell’associazione e dei centri antiviolenza D.i.Re.
- Presentazione dell’associazione Donne e Giustizia
Secondo modulo formativo
Venerdì 17 novembre, dalle 15 alle 19
- Definizione e riconoscimento della violenza contro le donne
- Gli stereotipi e i pregiudizi sulla violenza di genere
- Il ciclo della violenza
- Le forme della violenza
Terzo modulo formativo
Venerdì 1 dicembre, dalle 15 alle 19
- La metologia dell’accoglienza delle donne vittime di violenza di genere
- Il colloquio: il primo colloquio telefonico e l’accoglienza in associazione
- La scheda e la relazione sulla storia della donna
- Le prassi dell’operatrice di accoglienza
- Il lavoro di equipe
- La valutazione del rischio
Quarto modulo formativo
Venerdì 15 dicembre, dalle 15 alle 19
- Il percorso di uscita dalla violenza
- La relazione di aiuto all’interno del centro antiviolenza
- La messa in sicurezza della donna e dei minori
- L’accompagnamento e l’invio ad altri servizi
- La presa in carico da parte della rete territoriale
- Le emozioni delle operatrici
- Le consulenze legali e psicologiche
- Il gruppo delle donne
Quinto modulo formativo
Venerdì 12 gennaio, dalle 15 alle 19
- La normative a tutela delle donne vittime di violenza
- La convenzione di Istanbul
- La tutela in sede penale
- La costituzione di parte civile dell’associazione
Sesto modulo formativo
Venerdì 19 gennaio, dalle 15 alle 19
- La tutela in sede civile
- La violenza assistita
- Procedimenti davanti al Tribunale per i Minorenni
Settimo modulo formativo
Venerdì 26 gennaio, dalle 15 alle 19
- Le altre aree dell’associazione
- I progetti di sensibilizzazione nelle scuole
- Verifica e conclusione del percorso formativo
- Prospettive future all’interno dell’associazione
Sede del corso
Centro congressi Accademia di Babele
Largo Fiera della Pesca, 2 – Ancona
Per informazioni:
tel. 071 205376
mail. donne.giustizia@gmail.com
Cosa facciamo anche grazie al tuo sostegno
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Ringraziamo di cuore quanti vorranno sostenerci attraverso donazioni oppure devolvendo il proprio 5×1000, evidentemente coltivando la speranza di arrivare a rapporti tra generi liberi dall’oppressione e dalla violenza.
8 MARZO: sciopero globale delle donne
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L’Associazione Donne e Giustizia di Ancona, centro antiviolenza provinciale, appartenente alla rete dei centri D.i.Re. (Donne in Rete contro la Violenza), in occasione del prossimo 8 Marzo aderisce allo sciopero globale, promosso dal movimento Non Una Di Meno.
IL SESSISMO NEI MOVIMENTI Comunicato della Rete nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re.
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La Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza D.i.Re esprime solidarietà e vicinanza alla ragazza di Parma che sei anni fa ha subito uno stupro di gruppo nella sede di Raf, la Rete di Parma che si definisce “antifascista”.
Questa ragazza aveva appena 18 anni, aveva perso conoscenza. In tre, forse anche di più, hanno abusato di lei per una notte intera. Gli spettatori hanno filmato la scena e per tre anni hanno fatto circolare il video, mentre una coltre di omertà nascondeva i fatti, proteggendo gli stupratori.
Circondata dal dileggio e dal disprezzo generale, isolata e sola, questa ragazza ora affronta un processo, cui si è arrivati dopo anni e solo per circostanze fortuite. La cosiddetta “galassia antagonista” non le ha fornito nessuna sponda, non ha fatto autocritica, anzi: a questa ragazza arrivano insulti e messaggi di minaccia in cui viene definita “infame” per aver parlato con le forze dell’ordine e con i magistrati.
E quello che ci risulta insopportabile è che mentre la vita per lei è diventata impossibile, i suoi aguzzini vanno in giro senza vergogna, a testa alta. Gli uomini che la hanno stuprata e che hanno filmato il delitto “continuano indisturbati a frequentare cortei, manifestazioni, ridono, bevono birra, escono con ragazze, nonostante giri un video in cui fanno sesso con una donna che sembra morta”, come denunciano in un comunicato le ragazze del gruppo “RomanticPunx”.
Questa storia orribile spiega alla perfezione perché tante donne che subiscono violenza non denunciano. Nella giornata di discussione del 27 novembre scorso a Roma che è seguita alla manifestazione nazionale #nonundimeno uno dei tavoli, fortemente voluto dalle donne più giovani, è stato dedicato al “sessismo nei movimenti”. Questa intuizione si è rivelata preziosa, e questo filone di riflessione e di lavoro è cruciale proprio perché solleva il velo sui comportamenti maschili violenti che si riproducono in qualunque contesto, anche in quelli che si vogliono radicali e progressisti.
Solo la voce libera delle donne, la rete di solidarietà e di sostegno che le donne sanno tessere e mantenere può denunciare e mettere fine a queste sopraffazioni.
D.i.Re. Donne in Rete contro la violenza
LA RETE COME RISPOSTA ALLA RICHIESTA DI GIUSTIZIA DELLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA DI GENERE
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LA RETE COME RISPOSTA ALLA RICHIESTA DI GIUSTIZIA DELLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA DI GENERE
Attività di prevenzione
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Si parla di violenza di genere per intendere ogni tipo di discriminazione o di comportamento aggressivo e pericoloso diretto verso una persona sulla base del suo sesso o orientamento di genere. Colpisce tutti, ma le donne e le ragazze in modo sproporzionato, riflettendo il loro ruolo subordinato nella società.
Le violenze che le donne subiscono affondano le proprie radici nelle norme, valori e credenze sociali che sostengono una iniqua gerarchia di potere tra uomini e donne, ma anche tra uomo e uomo e tra donna e donna.
Non solo queste norme comunemente accettate in modo acritico a partire dalla tradizione del patriarcato che non si è mai estinta danno origine alla violenza nei confronti delle donne, ma in molti casi creano un ambiente sociale in cui questi atteggiamenti vengono tollerati e perfino considerati accettabili.
L’uguaglianza di genere è un diritto civile, così come lo è l’educazione. La scuola può e deve porsi l’obiettivo di sviluppare uguaglianza, pari opportunità e pace.
La sensibilità a questi temi all’interno della formazione delle nuove generazioni va al di là del concetto di scolarizzazione; è un beneficio di cui possono godere sia bambini/e che ragazzi/e, che al di fuori dei rigidi stereotipi di genere sono più liberi e capaci di realizzare se stessi, indipendentemente dal sesso e seguendo unicamente aspirazioni e capacità.








